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A cura del Coordinamento FLP-Interno

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Parte l’iniziativa FLP denominata:

“Lavorare in sicurezza... senza se e senza ma”

Con una PEC indirizzata ai responsabili di tutti gli uffici periferici

del Ministero dell’Interno la FLP chiederà di adeguare il DVR

(Documento di Valutazione del Rischio).

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Dopo ripetute ed infruttuose segnalazioni ai prefetti Varratta e Sgaraglia (e per conoscenza anche al ministro Minniti) con le quali chiedevamo “interventi per colmare l’assoluta mancanza di sicurezza e ridurre l’esposizione ai rischi dei lavoratori dell’Amministrazione Civile dell’Interno impiegati nel settore immigrazione”, abbiamo deciso di assumere direttamente l’iniziativa in materia.

Non vogliamo sostituire il Capo Dipartimento del Personale ed il suo vice, ovvero i prefetti Varratta e Sgaraglia che, in base agli incarichi che ricoprono, avrebbero dovuto essere loro ad adoperarsi per garantire condizioni di lavoro sicure a tutto il personale dell’Amministrazione Civile dell’Interno… ma, dal momento che i due hanno deciso di non fare nulla al riguardo, essendo noi un sindacato, abbiamo deciso di cercare altri modi per assicurare la “sicurezza sul lavoro” al personale che rappresentiamo.

Cominceremo così con l’inviare delle PEC a tutti i capi degli uffici periferici del Ministero dell’Interno (Prefetti e Questori) con le quali chiederemo loro di adeguare il Documento di Valutazione del Rischio della struttura da loro diretta.

Perché è necessario incominciare dall’adeguamento del DVR?

L’adeguamento del DVR costituisce il principale presupposto per garantire la sicurezza dei lavoratori (in quanto in esso vengono stabilite le misure di prevenzione e di precauzione che devono essere adottate) e per l’attribuzione delle responsabilità in caso di inottemperanza.

In giurisprudenza è ormai prassi consolidata, al verificarsi di incidenti o problematiche di vario genere, condannare i responsabili in caso di inottemperanza alle prescrizioni contenute nel DVR.

Perché l’invio della diffida tramite PEC?

Perché in caso di inottemperanza alla richiesta di adeguamento del DVR, al verificarsi di incidenti o problematiche, sarà più facile dimostrare al giudice che vi sono delle responsabilità omissive da parte dei destinatari delle PEC… e sarà anche più facile per il personale che si trovasse nelle condizioni di dover chiedere il risarcimento per eventuali danni, ottenere soddisfazione alle proprie pretese.

Perché la FLP fa questo?

Perché è un sindacato e ritiene di doversi occupare della problematica per provare ad assicurare ai lavoratori che rappresenta condizioni di sicurezza sul lavoro senza se e senza ma

Perché gli altri sindacati non si sono attivati?

Non lo sappiamo… questa è una domanda alla quale dovrebbero rispondere loro.

Da quando la FLP ha incominciato ad occuparsi della problematica connessa alle visite ispettive, effettuate anche dal personale civile dell’Amministrazione dell’Interno, alle strutture e/o centri di accoglienza che ospitano i migranti, è cambiato qualcosa?

L’unica novità riguarda gli stanziamenti aggiuntivi di denaro (progetto MIRECO, finanziato dal Fondo Asilo Migrazione Integrazione 2014-2020), destinati alle varie strutture periferiche, da utilizzare come straordinario o per le missioni, al fine di consentire un maggior numero di visite ispettive presso gli alloggi ed i centri di accoglienza che ospitano gli immigrati… ma tale misura, a nostro giudizio, può essere considerata come “una maggiore attenzione verso le problematiche dei migranti” e non certo un intervento volto a tutelare il personale della nostra Amministrazione che, anzi, aumentando il numero delle ispezioni, si trova così esposto a maggiori rischi.

Per quanto riguarda invece la sicurezza dei lavoratori che, in virtù del lavoro che sono chiamati a svolgere, si interfacciano con i migranti è invece cambiato qualcosa?

Alcuni questori, sollecitati dai sindacati di polizia, hanno adeguato il DVR intensificando le misure di prevenzione e protezione per gli operatori di polizia… ma per i lavoratori civili hanno fatto poco… mentre per quanto riguarda i prefetti ci risulta che non stiano facendo nulla.

Che tipo di rischi corrono i lavoratori civili dell’Amministrazione dell’Interno che si interfacciano con i migranti per quanto riguarda la sicurezza intesa come “Safety”?

Di contagio endemico, epidemico o anche sporadico da malattie infettive di qualsiasi genere.

Ma le visite preventive ai migranti effettuate dalle AA.SS.LL. al loro arrivo non sono risultate efficaci a scongiurare i contagi? E si sono già verificati dei casi di contagio?

Si… dipendenti dell’Amministrazione dell’Interno che avevano avuto contatti con i migranti sono risultati positivi al test della tubercolosi con diagnosi di contatto avvenuto nei tempi brevi… evidentemente le visite preventive effettuate dalle AA.SS.LL. non sono state sufficienti a garantire condizioni di sicurezza sufficienti.

Nelle PEC con diffida che la FLP manderà a prefetti e questori verranno suggerite anche le integrazioni per adeguare il DVR delle strutture da loro dirette?

Si… per ciò che concerne la “safety” la FLP invierà anche, a mero titolo ricognitivo:

Che tipo di rischi corrono i lavoratori civili dell’Amministrazione dell’Interno che si interfacciano con i migranti per quanto riguarda la sicurezza intesa come “Security”?

Intimidazioni, atti di violenza ed aggressioni, specie durante lo svolgimento di attività ispettive esterne in assenza di scorta armata.

Si sono già verificati incidenti di questo genere?

Si… se ne verificano di continuo… risulta infatti che dipendenti dell’Amministrazione dell’Interno siano stati aggrediti con inaudita violenza dai migranti (anche richiedenti asilo) che erano ospitati nelle strutture o nelle case di accoglienza… in tali casi, oltre al rischio derivante dall’aggressione, si aggiunge anche il rischio di contagio da malattie infettive (come, ad es., nel caso di morsi inferti all’improvviso al personale in ispezione da parte della presunta moglie di un richiedente asilo… nel caso in cui questa dovesse anche risultare infetta).

Sotto il profilo della sicurezza intesa come “Security” la FLP quali prescrizioni suggerirà di inserire nel DVR ed adottare?

Le linee di intervento e le prescrizioni da inserire nel DVR potranno essere concordate tra prefetto, questore e/o comandante dei carabinieri e dovranno essere volte a ridurre o eliminare l’esposizione del personale dell’Amministrazione Civile dell’Interno al rischio di intimidazioni, atti di violenza ed aggressioni, specie durante le attività ispettive esterne che vengono svolte in assenza di scorta armata.

Prefetti e questori, una volta ricevuta la PEC con la diffida, adegueranno il DVR della struttura da loro diretta?

Riteniamo di si e se non lo faranno se ne assumeranno i rischi.

Un formale e documentato richiamo alle proprie responsabilità di datore di lavoro in materia di sicurezza porterà molto probabilmente i destinatari delle PEC ad assumere comportamenti collaborativi e ad adottare provvedimenti efficaci, in quanto nessuno ci tiene, in caso di incidenti o problematiche che dovessero insorgere, ad essere indagato per omissioni che potrebbero comportare anche condanne penali ed ingenti risarcimenti economici (molte assicurazioni non coprono infatti il danno causato quando viene comprovato che esso è dovuto al comportamento volutamente negligente dell’assicurato).
Al riguardo, bisogna considerare che ormai sempre più spesso i giudici tendono a condannare senza troppe esitazioni i datori di lavoro (capi degli uffici) che risultano inottemperanti al Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, noto come "Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, specie nel caso in cui dovessero verificarsi (tra i lavoratori posti sotto la loro responsabilità) incidenti e/o malattie professionali.

Quanto tempo ci metterà la FLP a mandare le PEC con diffida a tutti i prefetti e questori d’Italia?

L’attività inizierà lunedì 19 giugno e si prevede che terminerà dopo la metà di luglio 2017… le PEC verranno spedite una per una e opportunamente archiviate (casomai dovessero servire in futuro).. quindi ci vorrà un po’ di tempo per completare il lavoro. 
Verrò comunque data l’opportuna informazione al personale interessato, perché è importante “Lavorare in sicurezza... senza se e senza ma”

E’ possibile scaricare:

facendo clic qui il fac simile della diffida inviata dalla FLP a prefetti e questori

facendo clic qui il vademecum sul rischio biologico predisposto della Dir_Centr_Sanità della PS

facendo clic qui la lettera del medico competente dell’Ufficio Sanitario della Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia.