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A cura del Coordinamento FLP-Interno

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Al Ministero dell’Interno niente posizioni organizzative

ed enorme danno per profili informatici ed altri profili tecnici

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Come abbiamo già anticipato nel nostro Notiziario n. 115, le posizioni organizzative da conferire per l’anno 2018 NON contemplano i profili tecnici… in particolare non viene considerata l'area informatica.

Fatto alquanto curioso, se non altro perché “funzioni di direzione di unità organizzativa, caratterizzate da un elevato grado di autonomia gestionale ed organizzativa” sembrano essere cucite perfettamente per il personale informatico. La NON considerazione di tale tipologia di personale, nonché dei profili afferenti ai settori statistico e linguistico, ha conseguenze ben più gravi del semplice fatto di "non venire considerati".

Certamente c'è l'impossibilità di conseguire i (pochi) benefici economici derivanti dall’attribuzione delle posizioni organizzative, ma non solo: ci saranno anche ricadute negative sugli effetti curriculari, in quanto l'esperienza lavorativa di una persona può essere arricchita o impoverita, ma soprattutto viene certificata.

Inoltre tale mancata attribuzione rischia di ripercuotersi - sempre in negativo - sulla valutazione della performance individuale.

Un altro effetto, forse meno noto, dell’attribuzione di posizioni organizzative, è che in alcuni casi esse possono costituire condizione necessaria per l’assegnazione di incarichi dirigenziali, ovvero titolo valutabile ai fini della partecipazione a concorsi per l’accesso alla qualifica dirigenziale.

L’Amministrazione, che è perfettamente a conoscenza di tutto ciò, non sembra avere alcuna intenzione di sanare questo trattamento di serie B nei confronti del personale tecnico… probabilmente aspetta che (come spesso accade) qualcuno si faccia carico (di fatica e di soldi) per promuovere un’iniziativa per ottenere giustizia davanti al giudice.

Detto ciò, riteniamo sospetto che un’amministrazione che istituzionalmente dovrebbe svolgere importantissime funzioni (es. raccolta dei dati elettorali) che richiedono elevate competenze informatiche, decida di appaltare all’esterno quei settori, rinunciando all’impiego di personale proprio… o mettendo questo sotto il coordinamento dei privati che si aggiudicano gli appalti.

Esternalizzare i servizi informatici costa infatti al Ministero dell’Interno milioni di euro… e ciò non avviene per necessità, ma per scelta di qualcuno… scelta che non corrisponde ad interessi pubblici, ma a quelli privati… di chi?